Cartolina da una maestra per una maestra

 

Le maestre in gita
Le mie maestre in gita

 

Cara maestra Gioia,

so che in questo periodo ti crucci un poco. Ma so anche che nella tua vita tutto ha sempre preso la forma che doveva prendere: all'inizio non sapevi che farne di quella forma, anzi, proprio la detestavi e cercavi di farla tornare smussata, rotonda, facile, conosciuta, esattamente com'era prima.

Poi piano piano il tuo corpo, le tue parole, si sistemavano attorno a quella che sembrava un'assenza, un vuoto, ma che era solo spazio. Spazio per far su una torre di legnetti, un disegno con le tempere, spazio per un vestito a fiori, un taglio di capelli sbarazzino, una bicicletta verde.

Quando pensi di rimetterti a capo di una fila di bimbi, di rileggere un libro ad alta voce, di ricevere di nuovo piccoli ma strettissimi abbracci, pensi che vorresti solo i tuoi bambini. Quelli che sai, quelli i cui occhi ti parlavano ancor prima di entrare in classe, quelli di cui conoscevi gatti, nonne, tartarughe e malinconie.

Invece no, i tuoi bambini avranno altre file, altri libri e abbracceranno altre insegnanti. E tu di sicuro sentirai quella mancanza come un vuoto. Ti dirai che le cose, in questa nuova forma, proprio non ti piacciono e remerai un po' controcorrente. Poi finalmente, lascerai andare.

Gioia cara, sappi che come ti ha detto qualcuno, una maestra è maestra per sempre. E che quello spazio, che ora ti sembra enorme, non aspetta altro che tu prenda misure, pennelli e qualche allegria per assomigliarti e farsi casa.

Buona vita maestra.

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