Mi chiamo Serena, sono un'insegnante e da sempre cerco di dare espressione al mio lato creativo, a volte con soddisfazione, a volte con grandi insuccessi, ma non mi sono mai scoraggiata e ho continuato a cercare la mia strada. Poco più di un anno fa ho iniziato a dedicarmi alla rilegatura, perfezionando le mie 'rudimentali tecniche'.
Da sempre adoro tutto ciò che ha a che fare con la carta. Già da bambina amavo entrare nelle cartolerie per respirarne l'odore, per riempirmi gli occhi di colori, per sfogliare quaderni e per sentire il suono delle pagine che scorrono tra le dita. E ancora oggi mi ci rifugio spesso, alla ricerca di quelle stesse sensazioni, per rievocare quegli antichi ricordi. Come quando ero bambina, scelgo qualcosa che mi piace, che colpisce la mia attenzione, lo porto a casa e poi lo lascio lì, immacolato, con quella stessa paura di usarlo e di sprecarlo.
Ho sempre pensato che ci volesse il momento giusto, che certi quaderni o certi diari dovessero custodire preziosi segreti. Forse è per questo che ho iniziato a crearli con le mie mani, per dare a tante piccole Serena la possibilità di riempire pagine e pagine con parole, emozioni, immagini, ricordi, sogni e desideri. Quando mi siedo al tavolo ed inizio a progettare una rilegatura, che sia un album fotografico o un diario di viaggio, mi piace pensare che prima o poi quello che sto realizzando diventerà per qualcuno un oggetto speciale.
In rilegatura ci vuole precisione e, lo ammetto, non è proprio la mia dote principale, ma io ce la metto tutta. Quello che creo è fatto a mano, per questo definisco i miei lavori 'naturalmente imperfetti' perché nascono dal lavoro completamente manuale, in ogni fase di progettazione. Non c'è un quaderno uguale all'altro, ogni pezzo porta con sé la sua unicità e rappresenta il frutto di un processo creativo artigianale.
L'imperfezione, anche la più piccola, non è un difetto ma una qualità.


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