Cécité Malaga


Buio= buio /'bujo/ [dal lat. ✻burius "rosso scuro"]. - agg. 1. a. [privo di luce: stanza b.] ≈ oscuro, scuro, tenebroso.​

E se venissimo privati della vista?

Se rimanessimo in totale assenza di luce?

Se rimanessimo al buio?

"La vista è fondamentale, anche se tendiamo a dimenticarlo. Infatti ogni nostro gesto, ogni singolo pensiero, è intrinsecamente legato alla vista. (...) Cécité Malaga è nata tra queste riflessioni. "​
_Benjamin Lacombe

Cécité è la stella del suo circo: una funambola cieca che "ogni sera danza sopra il suo oblio".
Infatti Cécité non ha memoria del suo passato e non vede il futuro.​
Condividiamo il buio insieme a lei pagina dopo pagina, grazie all'attenta opera editoriale di Lacombe che inframezza con dei "veli neri" le pagine di testo e l'illustrazione, così da creare difficoltà nella lettura ed impedirci la vista completa della storia.
Anche i colori utilizzati, nero e seppia, sono pensati per ricreare l'oscurità del mondo in cui vive Cécité.



"Ma un giorno Cécité Malaga si fermò di colpo.

La fune ondeggió, lei vacilló.

La caduta."​

E all'improvviso

Il VERDE

Ritorna la luce.​

E con essa tutti i colori, di cui si riempiono anche le pagine, i ricordi e le emozioni che parevano dimenticate.​

Cécité apre gli occhi e questa volta vede per davvero la sua vita e sa che dovrà farci i conti per danzare verso il futuro.

Quest'albo è un capolavoro di Benjamin Lacombe, le scelte d'impaginazione riescono a trasmettere uno stato d'angoscia fin dalla prima pagina, lasciano in sospeso durante la caduta per poi stupire, quasi accecare con i colori brillanti scelti per alcune tavole.
Le parole si accompagnano al testo creando un gioco di incastri e supance che fanno sì che il lettore ne resti affascinato ed entri con tutti i sensi nel mondo di Cécité.

L'ultima chicca che ci lascia Lacombe è alla conclusione del libro: una nota personale in cui spiega le motivazioni che lo hanno portato a scrivere questa storia e ci invita ad essere come Cécité ed abbandonare le nostre miopie.​
Vi invito a non leggerla prima di aver letto il libro così da poter gustare due diverse "prime letture".




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