Le Giornate della Luce

Disegnare attraverso la luce, letteralmente fotografare.

Da qualche anno tengo d'occhio una splendida rassegna, dedicata ai maestri della fotografia del cinema italiano. Le Giornate della Luce, a Spilimbergo, sono un’occasione importante di confronto sul ruolo della fotografia nel cinema per condividere esperienze, progetti e visioni.
Il festival, con la direzione artistica di Gloria De Antoni e Donato Guerra, si svolgerà quest'anno dal 4 al 12 giugno e celebrerà gli autori della fotografia attraverso incontri, conversazioni, masterclass, proiezioni e mostre.
Una lunga carrellata di ospiti importanti: Enrico Vanzina, Maria Grazia Cucinotta, Marco Paolini, Paola Gassman, Chiara Sani, Andy Luotto e Enzo De Caro.

E' possibile consultare qui il calendario completo della rassegna.

 

In redazione ovviamente c'era un gran fermento: chi intervistare, a chi poter chiedere dettagli, retroscena, notizie esclusive?
Così, con la stessa emozione di quando si scopre di possedere un biglietto vincente, un giorno mi sono ritrovata fra le mani il numero di telefono di Gloria De Antoni, direttrice artistica.
Gloria, disponibile fin da subito, ha accettato di fare quattro chiacchiere con me e io, per natura entusiasta e curiosa, ma costituzionalmente disorganizzata, mi sono ritrovata a comporre il suo numero parcheggiata di sghimbescio al margine di un campo di frumento, con una penna scarica e molti post-it svolazzanti sul sedile del passeggero.

Abbiamo parlato. Mi ha raccontato della sua Spilimbergo, della provincia lenta e dolce degli anni '50 e '60 in cui lei, bambina, passava le vacanze estive.
La città contava allora diecimila anime ed erano attivi ben tre cinema. Un dato che ci parla di gente aperta, vivace, in contrasto con il friulano del tempo più conservatore e legato alle tradizioni.
Abbiamo parlato del cinema-teatro Miotto, che attualmente ospita gran parte degli appuntamenti
del festival. L'edificio, inaugurato nel 1937, aveva ospitato e visto passare i più famosi attori del Novecento: da Cervi a Gassman, da Buazzelli a Randone, da Bosetti a Peppino De Filippo.
Nel 2017 il cinema
è stato riaperto dopo i lavori di adeguamento (fortemente voluti da un gruppo capitanato da Piero Colussi) che ne consentono ora la valorizzazione, rafforzando la reputazione di un territorio culturalmente ricco e stimolante.

Parliamo ancora un po', le dico della mia meravigliosa cittadella murata nella pedemontana, che manca di slanci, di belle inziative, che oltre alle innumerevoli osterie non sa guardare oltre, proporre il nuovo. Mi racconta che vive tra Roma e Spilimbergo e notiamo assieme che spesso è chi è andato via, chi ha allargato gli orizzonti, chi arriva dal "grande", che sa cosa serve al "piccolo".

Ci salutiamo, io ringrazio, è stato un vero piacere.
Quando metto in moto e torno sulla strada principale, penso e ripenso al nome. Gloria De Antoni. Allora riaccosto, cerco, trovo, sorrido tra me e me. Se avessi saputo che stavo parlando con lei, con quella Gloria, non sarei certo stata così lieve e disinvolta.
Ero ragazzina quando con la nonna si guardava Magazine 3: la De Antoni, De Fornari, due poltrone, un tappeto e sopra Luttazzi vestito da bambino. Dialoghi acuti, divertenti, a volte surreali.

Cara Gloria, che onore per una maestra di campagna aver chiacchierato così con te, come si fa con una vecchia amica, il finestrino aperto e l'auto parcheggiata fra. le spighe di frumento.

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