Per chi come me è appassionato di rilegatura ed è alla ricerca di un modo non comune per rilegare libretti e quadernini, ecco la soluzione ideale: la legatura giapponese. Questo tipo di rilegatura infatti riesce a coniugare perfettamente eleganza, semplicità e originalità.
Ma scopriamo come tutto ha avuto origine con un piccolo tuffo nel passato. Si pensa che questo modo di rilegare sia nato addirittura attorno al 600 d.C. Tradizione vuole che la carta sia stata prodotta per la prima volta nel 105 d.C. da un eunuco della corte cinese; la materia prima era costituita da fibre vegetali come la corteccia di gelso, la canapa, il lino, ecc…. La più antica carta conosciuta di cui ci sia pervenuto un campione fu fabbricata con stracci intorno al 150. Per altri cinquecento anni circa, l’arte della fabbricazione della carta fu confinata in Cina, ma nel 610 fu introdotta in Giappone e proprio qui si iniziò ad usarla sia per l’interno che per il rivestimento dei libri. Sia la copertina che i fogli venivano forati e, con un sistema di spaghi che attraversava l’intero spessore, venivano tenuti insieme. Questa è l’origine della legatura giapponese, che nei secoli si è evoluta proponendo molte varianti di foratura e di passaggio dei cordoni, ma che resta un sistema semplice ed interessante.
Ancora oggi è una tecnica capace di affascinare e conquistare per la sua bellezza e possibilità di creare diversi ‘disegni’ giocando con fili, colori e materiali.
Se avete voglia di cimentarvi anche voi con carta, ago e filo, date un’occhiata a questo piccolo tutorial e provate la rilegatura Kangxi.
Buon divertimento.
Se volete sperimentare questa tecnica o chiedere delucidazioni, scrivetemi nei commenti!
By Fridadicarta
Commenti
Posta un commento