Del sorprendersi

Arriva un momento nella vita, oltre gli slanci giovani e senza peso, superate le grandi responsabilità del far fiorire (una causa, una casa, creature, idee, progetti, amori), in cui ti chiedi con un certo sgomento quale sia il disegno. Perché te lo senti, il disegno c'è. 

Certo che c'è. Ci sono i talenti, lo scopo, la direzione, solo che ci vuole attenzione. Per leggerli, per capirli intendo.

Loro sono lì, si svelano muti tra le cose: le pagine di un libro, stralci di una conversazione, briciole sparse su una tovaglia a quadri. Tocca guardare, registrare, far tesoro. Perché poi, tutto d'un tratto, i pezzi messi assieme urlano a gran voce la tanto attesa rivelazione: "tu sei".

Sei una giramondo, sei un equilibrista, una poetessa, un dispensatore di abbracci, un'incantatrice di serpenti. Sei un sorriso che placa, una mano tesa, elettricità nell'aria. Ma sei.

Ora, quando mi si chiede da dove è nata questa passione per sgrezzare a colpi di sgorbia una materia morta, mi viene da dire che sicuramente è nata con me. E che a pensarci, a posteriori, l'unica cosa che ho fatto dopo aver assolto tutti i miei "devo", è stata ascoltare. E guardare.

I segnali erano ovunque, come piccole luci, come impronte sulla sabbia.

Io, ho lasciato solo che mi sorprendessero.

Commenti

  1. Sono arrivato qui inseguendo una coda di cavalo che dondolava durante una corsa, non so se sono nel posto giusto, fatemi il favore i dirmelo voi magari con parole spettinate.
    Ciao.

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    1. Ma che bellezza!!!!! ❤ Ciao!!! È un blog a molte mani, ma questo post è mio...e tu lo hai fiutato! Sei sempre un prestigiatore con le parole, ti avrei riconosciuto anche senza il profilo. Un abbraccio grandissimo...

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    2. Una emozione che fa fatica a star nel cuore l'aver ritrovato la mia unica figlia femmina.

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