“Dipingo i fiori per non farli morire"


Non ricordo esattamente quando è nata la mia passione per Frida Kahlo. Sicuramente risale a molti anni fa, sarebbe meglio dire a qualche decennio fa, in tempi non sospetti quando Frida non era ancora diventata un’icona dei tempi moderni, quando la ‘Frida Mania’, che vede l’immagine dell’artista campeggiare ovunque, non era esplosa. Poche persone conoscevano il suo nome, la sua storia e apprezzavano la sua arte.


Un giorno di tantissimi anni fa è scoccato questo colpo di fulmine e da quel momento ho rincorso Frida Kahlo in giro per il mondo, alla ricerca di mostre a lei dedicate, per non lasciarmi sfuggire anche la più piccola occasione di ammirare dal vivo una sua opera. 

                           

Così ho fatto anche in questi giorni. Il centro Culturale Altinate di Padova infatti ospita fino all’inizio di giugno un’interessantissima mostra dedicata a Frida Kahlo e al marito Diego Rivera. Si tratta di 23 opere della pittrice, 9 del marito e di un’antologia della pittura messicana della metà del secolo scorso, insieme a molti scatti fotografici del padre e di altri illustri fotografi dell’epoca.
 
                                 

Spostandosi da una stanza all’altra, passo dopo passo ci si immerge nel mondo e nella straordinaria vita di questa artista emancipata, rivoluzionaria, fragile e allo stesso tempo forte che “ha saputo costruire la propria immagine combinando gli aspetti pubblici e privati della sua vita, cucendosi addosso la personale iconografia messicana contemporanea, che attraverso il recupero degli abiti tradizionali tenta di affermare 
la propria identità di fronte alla colonizzazione culturale ed economica europea e soprattutto, nordamericana.”
 Fanno parte di questa collezione privata alcuni dei suoi celebri autoritratti, autoritratti che forse sono le opere più simboliche e più conosciute ai più, opere in cui Frida ha messo su tela tutto il caos interiore e il travaglio esistenziale che ha provato nel corso della sua vita perché come lei affermava “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio.” Sono dipinti dai colori vividi, ricchi di forme di natura, di vegetazione e di animali: fiori, foglie, piante, scimmie, farfalle, pappagalli, cani che popolano gli sfondi alle sue spalle.

 


Nei suoi autoritratti si raffigura con la testa eretta in un atteggiamento quasi altero, 
spesso a mezzo busto e con un’attenzione particolare ai colori e ai dettagli. 
Il volto è sempre composto con uno sguardo intenso e libero. Le sue acconciature sono 
ricche di fiori variopinti, nastri, trecce e turbanti dai colori brillanti, 
  così come lo sono i suoi abiti.


Mettetevi anche voi un fiore tra i capelli e immergetevi nel mondo di Frida Kahlo!

 

By Fridadicarta

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